Oggi e' il sesto giorno della seconda decade del mese di Tarsakh - L'artiglio delle tempeste
1391 CV -

WikiToril

WikiToril

In continuo aggiornamento la WikiToril è in grado di fornirti tutte le informazioni relative ad Abeir-Toril.

Per iniziare a giocare con noi

inizia_giocoBenvenuto giovane avventuriero. Qui troverai tutto il necessario per poter giocare con noi.

Server Status

Server 1: offline
194.69.193.75:5121


Server 3: offline
194.69.193.75:5123


GLM: offline
194.69.193.75:5122


Pg Online

Login

         | 

Durlag e la sua torre

“C’è nella tomba Durlag, che grosso prodigio
La tomba abilmente misura la sua vita
Volle un dio che l'infanzia durasse un sesto ed aggiunse per il pelo alle gote un dodicesimo.
Dopo una settima parte la face gli accese di nozze
Cinque anni dopo un figlio gli concesse
Povero figlio diletto fu arso quel gelido corpo proprio a metà degli anni di suo padre
Per consolare il lutto quattr’anni costui nello studio dei numeri passo finché mori”


L’elfa rilesse ancora una volta la pergamena che aveva riportato dalla Torre di Durlag Trollkiller.

Qualche cosa nella sua mente le diceva che quelle parole erano strettamente legate a ciò che avevano trovato laggiù eppure faticava a capirne a pieno il senso.

Ripensò al viaggio e ai giorni trascorsi nell’oscurità della Torre..

Avevano esplorato prima la parte superiore.. Trabocchetti, porte a combinazione, indovinelli.. Durlag le aveva pensate proprio tutte per proteggere il contenuto di quella che era stata la sua dimora finchè era vissuto.

La mente di Elora aveva accantonato ben presto le molteplici creature incontrate, tutte letali se non fosse stato per l’unione dei Falchi e dei Grifoni..

Quando le veniva chiesto apriva la strada, controllava i passaggi e cercava di rendere inoffensivi i congegni che quell’astuto nano aveva sparso in ogni dove..

Si erano fatti strada a suon di lame e frecce, non senza incorrere in ferite a volte quasi mortali..
Ben presto il dolore ai muscoli e i lividi erano divenuti i compagni di viaggio silenziosi dell’elfa..
Man mano che il tempo passava il gruppo diventava sempre più silenzioso, ogni respiro, ogni rumore poteva rivelare la loro posizione al nemico successivo che infestava quel luogo dimenticato dagli Dei..

Solo i secchi ordini impartiti da Des e Keln riempivano l’aria stantia ed impregnata dell’odore di morte, di putrefazione e di ammuffito delle sale alte della Torre..
Finchè giunsero all’ultimo piano.. un antico tempio consacrato a Moradin, come testimoniava l’enorme incudine che – secoli addietro – forse aveva svolto la funzione di altare.

Clicca sull'immagine per ingrandirla

Nome: Altare_Moradin.jpg
Visite: 1
Dimensione: 186.4 KB
ID: 7136


Da sotto una porta filtrava uno spiffero d’aria gelida..
L’aprirono con estrema cautela, avevamo imparato subito che quel luogo poteva nascondere un nemico letale ad ogni passo e ad ogni angolo..
Si trovarono all’aperto.. sui bastioni..

L’elfa chiuse gli occhi assaporando l’aria gelida del mattino.. un brivido le percorse il corpo.. il freddo pungente l’aveva riportata alla realtà.. Avanzarono salendo le scale.. una porta.. una stanza e poi ancora su.. verso il maschio della Torre.. il punto più alto accessibile..
Si trovarono in un piccolo studio.. librerie divelte come ne avevano viste tante ai piani inferiori.. libri ormai ammuffiti dall’umidità e un guardiano che furono costretti a rendere inoffensivo…

Ma del forziere con la gemma rossa tanto ricercata non vi era traccia..

Non vi era altra scelta.. dovevano scendere.. il tesoro – se c’era – sarebbe stato costudito nel luogo più amato da ogni nano.. sotto terra.. a contatto con la nuda pietra così cara al popolo dei naugrim.

La discesa fu lenta, un piano alla volta, un trabocchetto alla volta..

Porte chiuse con combinazioni logiche, indovinelli matematici.. congegni talmente intricati che nemmeno lo gnomo più pazzo e squinternato avrebbe potuto inventare.. Statue che statue non erano.. ogni passo, ogni respiro del gruppo poteva scatenare l’ennesima diavoleria celata nei piani sotterranei..

E questo era solo l’inizio…
Ogni stanza, in completo stato di abbandono, poteva rivelarsi letale.. Elora intravide creature che non aveva mai incontrato nei suo 120 anni di vita.. esseri così strani e letali che avrebbero infestato le sue meditazioni per mesi e mesi..

Chi erano e cosa volevano?
Prima della partenza l’elfa si era documentata con i pochi libri che erano presenti nella biblioteca dei Falchi.
Aveva letto qualche cosa sulla Torre, nulla che le facesse presagire quello che si erano trovati davanti, ma iniziava a sospettare che tutte quelle creature erano in qualche modo rimaste intrappolate li dentro..

E se fosse successo anche a loro?
Elora rabbrividì tramante di paura..
E poi rimasero soli… parte dei Grifoni, forse provati dai combattimenti, furono costretti a lasciare i piani inferiori prima del tempo.. Solo Misa sembrava abbastanza in forma per proseguire..

L’elfa non fece domande, non era il caso.. non era il momento.. li vide andare via.. chinò il capo e proseguì nell’esplorazione della torre sempre più insicura..
Più di una volta i suoi riflessi le salvarono la vita.. fili nascosti e quasi invisibili attraversavano in più punti i pavimenti ricoperti di polvere secolare.. mettere piedi nei posti giusti.. spesso incastrandoli tra un marchingegno e l’altro.. avanzare era diventato snervante, i nervi di Elora si stavano logorando..

E poi si trovarono davanti la strada bloccata..
Parte di un muro era crollata impedendo di proseguire verso il basso…

[continua]

You have no rights to post comments