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L'Araldo di Hadar - Epilogo

Epilogo

L'uomo attendeva pazientemente, ingannando il tempo osservando per l'ennesima volta la lucida superficie della scacchiera. Ormai aveva imparato molte cose da quella partita: ogni singola posizione di ogni pezzo, ogni possibile mossa ed ogni sua possibile conseguenza.
Poi, si rese conto che Lui era arrivato. Sollevò lo sguardo e ne vide il volto mascherato.

"Bentornato. Ti aspettavo"
 
L'ultimo giunto non rispose immediatamente, preferendo invece riportarsi vicino alla scacchiera, per controllare che tutto fosse rimasto al posto giusto. Davanti a quell'esibizione di paranoia, l'uomo sorrise.

"Non ti fidi di me, mio vecchio amico? Ne abbiamo passate troppe perchè io tenti di ingannarti per così poco, ammetterai"

La maschera inespressiva annuì leggermente, poi prese posto di fronte al suo avversario. Prese tra le dita marcescenti un pezzo e lo mosse, quasi con noncuranza.
La vita e la morte venivano sempre trattate in quel modo, nel Reame Remoto. Dopotutto, ogni notte i sogni nascono ed ad ogni alba essi muoiono, ma per essi gli uomini non versano mai una sola lacrima.
Perchè i sogni dovrebbero versarne per loro, dunque?

"Spero che il tuo viaggio su Toril si sia svolto bene"

L'uomo conosceva il suo avversario molto bene, e sapeva che quello l'avrebbe condotto a parlare.
Non si sbagliava. La voce della figura mascherata riempì il vuoto intorno a loro, soave e musicale come null'altro nei Piani avrebbe saputo essere.

"Molto bene, invero. I Dormienti non mi deludono mai"

Un altro pezzo mosso in avanti.

"Lasciami indovinare. Hanno preferito il Male che non conoscevano per il Male che conoscevano"

"Non è forse questa la natura di voi umani? Avete paura dell'ignoto, e nulla vi rincuora quanto una mano amica pronta ad aiutarvi nelle tenebre"

"Quindi, l'Araldo..."

Il pezzo venne mosso lateralmente.

"... morto. Come la sua Signora. Il sogno di Hadar è finito, ma anche nella morte hanno compiuto la volontà degli Antichi. Le anime mietute nella città degli elfi d'ebano sono state plasmate come desideravamo...
... e con la sua morte, l'Araldo le ha rilasciate nel Sogno collettivo. Presto, svariati uomini e donne in tutto Toril impazziranno. Omicidi, sacrifici, orgie di sangue ed ogni altro comandamento degli Antichi diverrà realtà.
Gli dei piangeranno, i mortali sanguineranno... e nessuno mai riuscirà ad intravedere i pezzi di questa partita"


L'uomo annuì, impassibile alla meschinità del Caos Strisciante.

"E' proprio vero quello che scrissi...
Penso che il dono più caritatevole mai fatto all'uomo sia l'incapacità della sua mente di mettere in relazione tutti i propri contenuti"


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