Oggi e' il sesto giorno della seconda decade del mese di Tarsakh - L'artiglio delle tempeste
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L'Ultima Marcia / 2

[Continua da sopra]

 La rivelazione del mezzodrago non intimorì minimamente la dragonessa blu. Al contrario, un ruggito terrificante scosse le pareti ghiacciate della Cattedrale, mentre la tempesta di neve e di fulmini si scatenava per l'intero complesso, andando a rendere pressocchè impossibile la visuale sul campo di battaglia.
 Aksasha era abituato alla maestosità dei draghi ed aveva appreso come resistere al terrore sovrannaturale che uno di quegli esseri sapeva ispirare nelle razze inferiori con la sola vista. Ma ciononostante, quel ruggito lo mise in allarme.
 La Legione era stata richiamata per difendere la sua Regina. Non aveva più tempo per giocare.

"Mi deludi, Sherincal... pensavo che avremmo risolto questa cosa io e te. Drago contro drago, come vogliono le leggende!"

 Dalle mani dell'Ammazzadraghi eruppero fiamme, che vennero prontamente scagliate in direzione dell'ingresso della sala in cui si trovavano. Non appena esse toccarono il suolo, subito un muro di fuoco roboante si elevò, formando una barriera infernale che costò una dolorosa morte a quei Legionari che tentarono di oltrepassarla. Non bastarono nemmeno le preghiere dei sacerdoti di Auril a difenderli, perchè nulla poteva la magia degli uomini contro la potenza primordiale del fuoco dei Draghi Rossi.

"Fuoco nell'Eterno Inverno?! Morirai per questo, sacrilego!"

 Cieca di rabbia, Sherincal spiccò un balzo direttamente contro Aksasha il quale, con incredibile abilità, schivò per un soffio quelle mandibole che avrebbero altrimenti decretato la prematura fine di quel fatale duello.
 Ma non fu abbastanza veloce da evitare il colpo di coda che lo scagliò contro la parete, lasciandolo senza fiato.
 Ebbe d'altronde solo il tempo di rialzarsi, prima che una raffica di saette si abbattè su di lui. Era protetto sia dai fulmini che dal gelo grazie ai suoi incantesimi, ma con orrore si rese conto che i loro effetti stavano già per terminare.

 All'ennesimo ruggito della Chimera, l'Ammazzadraghi rispose con il suo. E, sfoderando il falchion, caricò la dragonessa, proprio mentre questa si accingeva a schiantarlo a terra con un colpo di ali.
 La lama penetrò a fondo la membrana dell'ala, ma non servì a rallentare la furia del drago. Il colpo di Sherincal non andò a vuoto, e anche se al costo di una profonda ferita, il mezzodrago rosso venne abbattuto a terra.
 Subito, Aksasha sentì gli artigli schiacciarlo al suolo, mentre due occhi vibranti di odio lo fissavano, forieri di un'agonia lunga e terribile.

"Non devo nulla a Tiamat! Portale questo messaggio da parte mia... quando giungerai nell'aldilà!"

 Ma Aksasha non era giunto fin lì per morire, non aveva sacrificato anni della sua esistenza per essere sconfitto in una mera prova di forza. No, la sue armi erano astuzia e pianificazione.
 Con un urlo disperato, dalle fauci dell'Ammazzadraghi proruppe un soffio di fuoco che investì Sherincal in volto, costringendola anche solo per un istante a ritrarsi, ruggendo il suo odio per quel fuoco che la sua dea le aveva insegnato ad estinguere, in ogni modo ed in ogni occasione.
 Ma quell'istante fu più che sufficiente per Aksasha che, a dispetto delle terribili ferite, si rimise in piedi, stringendo ora fra le mani solo quella piccola gemma incredibilmente luminosa.
 L'Occhio dell'Inverno.

"Forse non devi nulla alla mia Signora, Sherincal... ma sicuramente devi qualcosa alla tua...
 Conosci la storia dell'Occhio dell'Inverno, vero? Certo che la conosci... altrimenti non avresti passato anni come me a cercarla"

 A quelle parole, il cristallo iniziò a brillare, divenendo una piccola stella abbagliante. Sotto quella luce, la dragonessa blu si ritrovò improvvisamente spossata... mentre invisibili artigli di ghiaccio si protendevano verso la sua anima, afferrandola e strappandola lentamente dal suo corpo.
 Con il sorriso del vincitore, Aksasha mosse lenti passi verso la mastodontica sagoma della Chimera, ormai accasciata a terra tra gli ansimi dell'agonia.

"Chissà a cosa doveva servirti un artefatto capace di risucchiare le anime delle creature dei ghiacci... è proprio vero che l'Inverno è ingrato, soprattutto con i suoi figli.
 Se mi permetti un ultimo suggerimento prima di ucciderti, Sherincal... io questa gemma l'avrei distrutta, al posto tuo"

"Ottimo suggerimento"

 Dalle spalle di Aksasha, una figura completamente nera sollevò il suo spadone. Fiamme verdi eruppero dalla lama, mentre questa calava impietosamente sull'Occhio dell'Inverno.
 Il tempo si fermò, mentre una terrificante esplosione di glaciale energia divina avvolse la sala.
 L'ultima cosa che l'Ammazzadraghi vide prima che la Contingenza lo teletrasportasse in un luogo sicuro, fu il ghigno pervaso di indicibile odio di Morn.

 

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