EPITAFFIO

La folla rumoreggiava sotto alla forca, ansiosa di assistere all'esecuzione. Non sarebbe cambiato niente nelle loro vite, ma veder giustiziare qualcuno regalava un brivido imperdibile e offriva spunti di conversazione per giorni interi.
Oltre a quello...un uomo appeso ad una corda non avrebbe riempito la loro borsa di monete.

Abel, in piedi sul patibolo, viveva i suoi ultimi minuti.
Per lui il tempo era rallentato mentre volgeva lo sguardo sulla folla e sui suoi carcerieri. Gustava ogni respiro perchè presto non gliene sarebbero restati, e ad ogni respiro una immagine si affacciava alla sua mente.
Ricordi.
Parole.
Desideri.
Canzoni.
Fragole.

Riconobbe le labbra, l'aspetto era diverso, ma era certo che fosse lei. Labbra color fragola.
Forse era venuta per salvarlo?
No. Gli occhi di lei non promettevano aiuto, lo aveva saputo fin dall'inizio del loro rapporto.
Ma capì altre cose che il suo Signore gli mostrava ora, nell'istante prima di incontrarlo e rendergli la sua anima.
Anche morendo lo stava servendo.
L'odio si diffondeva, il male portava male. Gli uomini sceglievano di essere crudeli e spiegati.
Comprese.

Quando la corda si strinse al suo collo e gli rubò il respiro si accorse che qualcuno cantava.
Una canzone solo per lui, l'ultima che avrebbe sentito.
Poi tutto fu nero.

http://www.youtube.com/watch?v=AKQKUBrxyBc


Il muro su cui scrissero i profeti
Si sta sfaldando

Sotto gli strumenti della morte
La luce del sole splende intensamente

Confusione...questo sarà il mio epitaffio

Tra i cancelli di ferro del destino
sono stati seminati i semi del tempo
e annaffiati dalle gesta di coloro
Che sanno e che sono noti

La conoscenza è un amico mortale

Confusione...questo sarà il mio epitaffio