Oggi e' il sesto giorno della seconda decade del mese di Tarsakh - L'artiglio delle tempeste
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Scritto il 19/10/2012, 09:17 da DM Nessuno | Categoria: Season 5

 

Un attendente dallo sguardo poco intelligente entrò nell'anfiteatro, portando su un cuscino di velluto una scimitarra con un'elsa decorata. 

Sui gradoni di pietra sedevano i dignitari più importanti, avvolti nel buio poichè solo il centro dell'anfiteatro era illuminato da torce magiche che emanavano una luce violacea. Nel centro, all'interno di un intricato arabesco di rune e caratteri geroglifici, una figura alta ma ossuta era intento a mescolare diversi componenti e polveri in differenti mortai.

L'attendente lasciò la spada su un piccolo altare lì vicino e mentre si allontanava ogni due passi si prodigò in inchini tali quasi da toccare con il naso il pavimento. 
Le dita sottili della figura intenta a preparare quello strano rituale che vedeva convocata tutta la corte, si avvolsero intorno all'elsa e la scimitarra che venne infine posta vicino ai mortai assieme ad un cristallo fluoerescente e a quello che all'apparenza poteva sembrare un grosso sasso rosso dalla curiosa forma arrontodata.

I preparativi andarono avanti nel silenzio totale dell'anfiteatro per altre ore e quando infine le mani ossute fno ad allora laboriose si fermarono, si udì per la prima volta un sommesso rumore dalla folla, un misto di eccitazione e preoccupazione. La figura al centro, allargò le braccia e subito due attendenti con uno spesso collare al collo, fino ad allora rimasti completamente immobili, si fecero avanti, ponendo sulle suo spalle un ampia veste di colore rosso acceso.

Le torce emiseò una fiammata e la loro luce divenne ancora più accesa, concentrandosi al centro dell'anfiteatro
Rivolgendosi solamente verso gli spalti con una voce profonda che stonava con l'aspetto della sua figura, esile e altero, cominciò a parlare.


[...]

- Maestro, Maestro...è quindi così che è cominciato tutto?

- Da quanto sei mio Allievo?
- Maestro, oggi sono proprio 5 anni.
- Devo essere proprio un cattivo maestro dunque, se non hai compreso questo primo fondamentale concetto.
- Maestro, perdonatemi, ho ancora molto da impar...
- Le radici di quel che è accaduto in seguito sono ben piantate in tutto quello che in questi 5 anni abbiamo studiato. Niente inizia, niente finisce. La storia è fluida.
- Sì, Maestro. Non esiste mai una sola causa, un solo effetto. Ogni evento deve essere gestito a pioggia per capirne le implicazioni nel prossimo...
- Va bene, va bene. Per oggi basta così. E quando esci, spegni le candele. 

 

***

 

- Maestro, non sono sicuro di aver capito cosa andò storto?
- Innanzittutto, come mio Allievo, dovresti utilizzare un lessico appropriato. Il lessico è fondamentale per trascrivere la storia senza inflessioni soggettive.
- Certo, Maestro, ha ragione Maestro. Mi spiego meglio. Non capisco cosa quel potente mago abbia sbagliato. Era uno dei più potenti maghi allora viventi...
- La superbia, Allievo, lo ha fatto sbagliare. Ergersi al di sopra del destino, ha provocato la sua caduta disastrosa.
- Ma nessuno degli eroi dell'età aurea provarono a fermarlo...
- Ti stupisce, Allievo?
- Sì, Maestro. Furono quegli eroi a difendere l'età aurea contro immani pericoli, dall'invasione delle Ombre all'apertura degli Abissi. perchè non fecero nulla?
- In verità ti dico, Allievo, che furono proprio quegli eroi a far sì, con le loro azioni, a provocare la rovinosa caduta.
- Ma come?
- Più ti opponi al cambiamenti, più il cambiamento, quando arriverà, sarà rovinoso e terribile.
- Insomma, non avrebbero dovuto combattere?
- Non spetta a noi giudicare, lo sai bene, ma è nella natura dei mortali, nella tua e nella mia natura, combattere. Istinto di sopravvivenza. Comprendi?
- Penso di sì, Maestro...

 

***

 

 

Il rituale stava andando avanti ormai da alcune ore. Ogni movimento del mago era lento e calibrato, ogni componente veniva dosato con cura e ogni formula veniva recitata scandendo le parole con forza, in maniera tale che tutto l'uditorio potesse sentire.

Le mura dell'edificio traballarono impercettibilmente. Nessuno se ne accorse se non l'attendente che aveva portato gli oggetti perchè della polvere della muratura gli cadde sulla testa. Si avvicinò alla cavaliere che vigilava in armatura nera le porte della dell'anfiteatro, ma in cambio ricevette solo uno sguardo truce.
L'attendente allora, si allontanò, approfittando del fatto che l'attenzione era tutta concentrata sul mago che nel frattempo aveva alzato il cristallo e sembrava giunto alla fine del rituale.

Mhalarik, questo il nome dell'attendente, percorse i lunghi corridoi scuri. Non vi trovò nessuno. Tutti erano o presso l'anfiteatro o a vigilare fuori dal palazzo. Cominciò a sentire una fitta allo stomaco, un presentimento angoscioso riguardo a quello che da lì a poco sarebbe successo e un pensiero assurdo gli si fece strada nella mente. Raggiunse le celle degli schiavi, vuote, e prese i suoi pochi, miseri averi dal pagliericcio che aveva come letto da quando aveva 16 anni, quindi risalì le scale...

[...]

 

***

 

- Maestro, che cosa ha guidato questi uomini?
- Hybris, Allievo.
- Hybris?
- Nell'antica lingua sta a significare l'arroganza di andare oltre i propri limiti. In questo caso, dobbiamo forse intenderla come limiti dei mortali. 
- Un sentimento così rozzo?
- Può essere, ma quando avremo finito di trascrivere la Storia, vedrai tutto come un meccanismo perfetto, senza sbavature. La perfezione del meccanismo è nel modo con cui ogni leva viene sollecitata per creare l'effetto desiderato.
- Maestro, volete dirmi che era stato tutto ideato prima?
- Non è forse sempre stato così?

[...]

 

***

 

[...]

Quando Mhalarik ebbe raggiunto l'uscita del grande edificio, potè notare sopra di esso l'addensarsi di nuvole nere. Spaventato da quello che sembrava tutto fuorchè naturale, si affrettò per le strade che conducevano in discesa verso i cancelli della città. Le strade erano vuote, era stato imposto un coprifuoco e alcune guardie erano state lasciate di ronda, ma lo schiavo conosceva i vicoli ed evitò le ronde facilmente.
Il difficile sarebbe stato passare dalle porte della città, che erano state sigillate magicamente tre giorni prima l'inizio del rituale.
L'unica cosa che poteva pensare per scappare, erano le fogne, ma aveva sempre udito terribili cose: mostri e deviazioni abitavano il sottosuolo della città, forse dovuto agli esperimenti che i maghi conducevano di continuo e che qualche volta sfuggivano al loro controllo.
Stava quasi per fermarsi, impaurito dall'idea di affrontare l'ignoto, quando la terra tremò. L'intero monte fu scosso e i cornicioni di alcune case cadderò al suolo.
Convinto da ciò Mhalarik decise di affrontare l'ignoto, stretto come era il suo stomaco da una presagio di morte.
Scassinò la serratura...

[...]

 

***

 

- Quindi è così che sono giunti fino a noi. Il racconto di uno schiavo...
- E' ironico, non trovi Allievo? Uno schiavo, ultimo degli ultimi in quella società, unico testimone dell'evento che sconvolse le fondamenta di Abeir-Toril.
- E' vero, Maestro. Forse in alcuni versi è stata la giustizi...
- Non è nostro compito giudicare, Allievo, tienilo bene a mente. Noi siamo solo umili Osservatori.
- Perdonate la mia irruenza, Maestro, ma vorrei sapere una cosa...
- Dimmi, Allievo.
- Voi eravate presente, intendo, eravate vivo quando avvenne...come è stato?
- Mi stai chiedendo come soggettivamente ho vissuto la Caduta?
- Lo so che non è quello che un Osservatore farebbe ma...
- Allievo, devi lasciarti alle spalle queste cose. I sentimenti non descrivono la Storia.
- Ne sono consapevole, ma credo sia una domanda lecita. Non è stata forse, un sentimento, l'arroganza di Szass Tam, a provocare laCaduta del Thay?
- E' stato un sistema di causa ed effetto a provocare quel sentimento. Non spetta a noi giudicare, ma solo tramandare...

 

***

 

[...]

Monte Thay 
1 mese dopo la Caduta.


Di quello che era il Thay, arrampicato sull'arcigno omonimo altopiano, non rimane niente, nemmeno l'altopiano. La reazione magica ha provocato una catastrofe impensabile e ora suo posto c'è invece una vasta depressione dove ancora divampano fuochi magici.

In pochi si sono avventurati da allora e nessuno è mai tornato.

Io, Marek Nathandem, Maestro della Necromanzia dell'enclave di Baldur's Gate, sono stato incaricato dal Kazhark di investigare e trovare tracce o sopravvissuti. In realtà sospetto che abbia voluto allontanarmi per togliere un aspirante al sua carica ora che la situazione è così instabile e le vecchie leggi non hanno più un tutore, ma questa è una occasione unica. La distruzione non può essere arrivata ovunque e qui ora troverò abbastanza potere per tornare ed impadronirmi dell'Enclave.

Il Thay come lo conoscevamo è morto, ora dobbiamo costruire un nuovo future dalle macerie fumanti del glorioso passato. Letteralmente.
I nostri nemici sono ancora spaventati da quello che è successo. L'interruzione della trama ha fermato al momento qualsiasi vendetta contro di noi, perchè temono possa ripetersi se si decidessero a sferrare il corpo mortale alla nostra organizzazione. Questo ci fornisce un vantaggio strategico per emergere come la fenice dalle ceneri.

Ma ora è tempo di incamminarsi. 
Lascio questo diario al campo base, protetto da una serratura magica che si aprirà solamente tra 50 anni in caso non dovessi più tornare.




Dal Diario di Marek Nathandem, ultima pagina.

 

***

 

[...]

 

- Le notizie che giunsero poi sulla costa erano frammentarie e molte volte errate, Maestro. Lo possiamo leggere da questi carteggi, ma ancora non mi spiego come un evento del genere, catastrofico ma così lontano abbia potuto così influenzare città tanto lontane.

-Non c'è da stupirsi. E' la miopia dei mortali, sempre troppo attaccati alle vittorie effimere che al grande disegno. Ricorda, tutto questo come è accaduto in passato e accadrà ancora.

 

 

 



Scritto il 11/12/2012, 15:05 da Vulk | Categoria: Season 5

L'ultimo anelito esala nell'acqua torbida di sangue. Quello che vedo è lo sguardo perso nel dubbio e nell'angoscia di chi teme ciò che lo aspetta. Le mie mani, rivestite dei guanti d'armi, ne premono la testa sotto l'acqua della vasca termale. Ormai il suo corpo, nelle sue vesti rosse, non ha più la forza di reagire... ancora uno spasmo... un altro ancora... ecco l'ultima bolla gorgogliante.
Il volto deformato e la lingua riversa fuori dalle labbra dell'uomo che avevo giurato di servire, il khazark Rakat Mall.
No! Io ho sempre servito l'Enclave e ciò che essa rappresenta, la nostra patria, il nostro popolo, il Thay. Già il Thay. Avete pagato la vostra colpa ora.
Sento ancora l'eco degli scontri provenire da fuori queste stanze. Certamente molti sono morti, ma sò che i soldati hanno svolto il loro compito.
Ho rischiato la mia vita, grazie al Lord avevo preso le mie precauzioni. Era potente, nonostante tutto il suo corpo ora galleggia nel cremisi dell'acqua. Il suo incantesimo ha falciato in un sol colpo le mie guardie ed il sacerdote. Ho sentito la mia vita vacillare per un'istante.
Ora sei lì, anzi mi servi ancora khazark. Un colpo netto della mia spada e la sua testa è tra le mie mani. La metto in una sacca e scendo da basso. Trovo lungo la via dei morti ed un cavaliere mi riferisce che è tutto concluso. Gli altri due maestri sono morti. Mi auguro che lo stesso stia accadendo nell'Enclave di Baldur's Gate. Ora però devo raggiungere la sala comune. E quando vi giungo capisco che abbiamo avuto successo. Bordon Mok mi viene incontro e mi chiede come è andata. Intanto nella sala, circondati dalle guardie, vedo molti apprendisti. Sono tesi, alcuni increduli. Lentamente estraggo la testa del khazark tenendola in alto innanzi a me. Poi sento la mia voce provenire da un abisso insondabile:

"I colpevoli hanno pagato! Un nuovo inizio ci attende ora. Un nuovo ordine è sorto oggi."

La maga sorride soddisfatta alla vista della testa mozzata. Sento Bordon Mok rassicurare e spronare gli apprendisti, altri discorsi di rito. Anche se sono certo di aver agito al meglio, sò che il cammino è ancora lungo. Poco dopo sono nei pressi del portale per raggiungere il Gate. Chissà se padre Ezael e Jinn sono ancora vivi? Lo varco e vengo informato che anche lì l'operazione ha avuto successo. Sì, sono vivi, hanno svolto il loro compito. Quando incontro il Primo Cavaliere Vazaar Siek intuisco subito nel suo sguardo quello che lui scorge nel mio. Siamo entrambi consapevoli di quello che ora ci attende.


L'Alba Cremisi terminò così, rapida e cruenta. Eravamo coloro che la idearono e la misero in atto. Sentii che anche quello era solo un granello della clessidra, ma ritenemmo allora che tutto fosse nelle nostre mani... o forse lo credetti soltanto io...

******

“Sarebbe dovuto morire dopo:
ci sarebbe stato tempo per la parola “morte”.
Domani, e domani, e domani,
trascina il suo lento passo di giorno in giorno
fino all’ultima sillaba del tempo registrato,
e tutti i nostri ieri hanno illuminato stupidi
la via verso una morte di polvere.
Spegniti, spegniti breve candela!
La vita è solo un’ombra che cammina: un povero attore
che incede e si agita sul palcoscenico,
e poi non lo si sente più: è una storia
raccontata da un idiota, piena di rumori e di rabbia,
che non significa niente”.


(cit. dal Macbeth di Shakespeare)



Scritto il 14/12/2012, 09:35 da DM Wraith | Categoria: Season 5

Il Sacerdote aprì la pesante porta di ferro ed entrò. L'interno era freddo e buio. Non sentì alcun rumore.
"Attendiamo."
La donna tatuata al suo fianco avanzò con passo sicuro verso il centro della sala, seguita dai suoi compagni.
Era soddisfatta, avevano raggiunto il loro obiettivo. Tutto si era svolto secondo i piani.
Quasi tutto…, pensò osservando il guerriero appoggiare uno scrigno sul tavolo.

Erano riusciti a recuperare il Cuore di Silvanus.
Spostò lo sguardo verso il suo Maestro. Era insolitamente silenzioso. Sapeva cosa lo turbava.
"La perdita del Corvo è stata…"
L'uomo posò lo sguardo su di lei. "Una grave perdita."


Scritto il 31/12/2012, 14:36 da Vulk Axum | Categoria: Season 5
Aver camminato lungo le terre del nemico di sempre, guardato con odio e non celato disprezzo, seppur legato come un trofeo di guerra, era un segno d'orgoglio immutato. Mille volte lo avrei vissuto pur di non dover assistere a quello che di lì ad alcune settimane di viaggio si palesò innanzi a me. Le avvisaglie di caos e distruzione che lentamente si materializzavano all'orizzonte della nostra meta divennero infine realtà ineluttabile.
Ero lì, ritto e imperturbabile come una statua di gelida pietra, sul ciglio del baratro che si stendeva innanzi a me. L'altopiano del Thay ridotto ad un cratere ricolmo di distruzione e macabra parodia di un attimo di esistenza sospeso nel tempo. Avanzai al fianco di quella compagnia tanto eterogenea che tuttavia sminuiva innanzi alla tragica reltà che si stendeva intorno a tutti noi.

Avanzavo, passo dopo passo. Ero un fantasma oscuro ed algido che incedeva nel suo mondo perduto. Guardavo due scheletri tesi nell'ultimo abbraccio... un istante che la mia gente non avrebbe mai più ripetuto. Un altro passo lungo quelle vie tante volte calpestate... tutta quella vita persa in un istante. Tuttavia ero lì... tuttavia avanzai...
I giorni di viaggio seguenti si susseguirono nella necessità di sopravvivere alle tante minacce di quel luogo e prima tra esse la malata Trama che rendeva mortale l'uso della magia. Dovemmo affrontare il tutto con le nostre sole forze fisiche. Rashid figlio di Anhur dimostrò la sua indomita volontà, tipica dei mulan, ed anche il resto della compagnia seppe dare il meglio di se.
E così ci trovammo alla nostra meta e lì scoprii che il destino mi aveva voluto in quel luogo per un preciso motivo. Sì, ero lì perchè era lì che dovevo essere. Il mulan aveva ritrovato sua sorella Shea ed alcuni suoi uomini... ed io vi trovai il maestro Marek Nathandem.
Ancora una volta innanzi al mago rosso... ancora una volta potei sentire nelle sue parole l'infinita incapacità di misurare le situazioni se non attraverso la propria vanagloria. Neanche la vista di quanto era intorno a noi aveva potuto nulla nella mente di quel maestro, e così anche lui aveva perseguito la via dei suoi simili...
Così tutto precipitò... dovemmo correre, braccati come prede... come carne da sbranare... ed ancora una volta tutto si compì in pochi attimi.
Il mago rosso fece la sua mossa, la sottile lama alla gola di Shea. Tutto sospeso in attimi di tensione. Tutti gli occhi dei membri della compagnia erano carichi d'odio e di morte. Pensai, condannai, agii, e così anch'egli morì.
Era lì al mio fianco, non mi temeva, aveva fallito per l'ultima volta. Sollevai la scimitarra in un rapido ed inatteso arco. La testa docile si staccò dal corpo. Lenta, nell'arco che la separava dalla terra, assunse l'espressione della sorpresa. Tutti restarono increduli nel vedere quell'atto. Solo Aroth Durh, la guardia di Marek, decise di seguire il suo maestro nell'ultimo atto. Morendo anch'egli mentre gridava la parola 'traditore'. Non aveva compreso quanto egli avesse tradito la sua gente, la sua patria, continunando a seguire la follia individualista dei maestri. Presi la testa di Marek ponendola nella sacca, avrebbe fatto con me il ritorno verso Baldur's Gate, glielo avevo promesso e così sarebbe stato. Infine furono i loro corpi a darci il tempo di far perdere le nostre tracce a quelle bestie fameliche.

Molto fù detto nei giorni seguenti lungo la via verso casa e molto fù lasciato nel silenzio, di certo avrei avuto ancora molto di cui parlare con Rashid, il mulan che aveva visto innanzi a se un altro mulan.
Certo era che io Vulk Axum, Inquisitore della Fiamma Purificatrice e Cavaliere thayan, ancora una volta avevo agito per coloro che a me si erano affidati. Coloro che mi attendevano in Enclave, coloro che meritavano un futuro da altri negato loro...
Un futuro che ancora non scorgemmo all'orizzonte...


****
"Questa povera mano destra che mi è rimasta
serve a colpire da tiranna il mio petto,
poichè quando il cuore, impazzito dal dolore,
martella dentro la sua cava prigione di carne,
è così che io reprimo col pugno il suo moto."


(cit. dal Tito Andronico di Shakesperare)
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Scritto il 16/04/2013, 10:21 da DM Khaidarin | Categoria: Season 5
"Svegliati..."

Il corpo della creatura è assopito dal freddo. I gesti sono lenti, innaturali. Non v'è risposta al mormorare della presenza.

"Svegliati..."

Un occhio tenta di aprirsi, ricacciando nell'oblio un eterno sognare. Il tentativo fallisce, il torpore prevale. Un sussurro è l'unica reazione che si concede.

"Il cielo è perduto. Sepolto sotto la terra, giaccio morto. Non turbare il mio riposo"

Insidiosa, la presenza si muove vicina alla coscienza della creatura. Come un ospite invisibile, si insinua nel suo eterno sognare. Si districa tra lamenti ancestrali ed echi folli, giungendo al cuore pulsante. Un cuore, rosso sanguigno, nero di tenebra.

"Non è morto ciò che in eterno può attendere..."

Parole antiche, scolpite dal Grande Sacerdote. Un richiamo irresistibile per la creatura, la presenza lo sa bene. Un occhio si apre, un gesto colmo di vigore.
L'eterno sonno è spezzato.

"Sorgi, Araldo. Anche nei più oscuri angoli della terra, lo sguardo della tua Signora è su di te. Un compito ti attende"

L'Incubo è iniziato.

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Scritto il 24/04/2013, 19:58 da Amelia Alime | Categoria: Season 5



BUIO

Complice l'assenza totale di magia, pochi colpi di quelle bestie mutate avevano steso la squadra di soccorso. Era la fine.

Tutto era cominciato a seguito di preoccupanti voci giunte da Daggerford diversi giorni prima. Diverse erano le ragioni che avevano spinto ad accorrere la compagnia dei Grifoni, l'ordine delle Spade Splendenti, un emissario della Chimera e chissà quanti altri avventurieri. Le voci parlavano di umanoidi che terrorrizzavano la via del commercio, mentre nella brughiera erano state viste intere tribù di giganti, orchi, troll e forse qualcos'altro.
Noi uomini del Grifone e del Falco non avevamo il minimo problema ad unire le forze, già abituati a collaborare in passato, perlustrammo insieme le zone. Ben presto furono trovate diverse tribù in fuga di quegli umanoidi, furono fermate e respinte, per lo più uccise dai colpi sferzanti dei guerrieri e il supporto dei chierici e maghi...cioè maghi... IO.
Solo inoltrandoci maggiormente nella brughiera venimmo a capo della questione, imbattendoci in ciò che tanto terrorizzava orchi e bugbear. Degli gnoll. Già. Ma bastava guardare quelle orrende caricature di cani rognosi per capire che non erano comuni gnoll. I loro muscoli erano esaperati, capaci di una forza straordinaria e una ferocia incredibile. Nulla sembrava fermarli mentre dilaniavano intere tribù di orchi inermi. Guidati dalla forza del Falco e del giovane caporale Misa Yamada gli gnoll furono attaccati. Non ci fu verso di catturarne uno vivo, ma riuscimmo ad abbatterli senza grossi problemi... quella volta, quando le loro pellicce ancora bruciavano bene.



Scritto il 18/05/2013, 08:04 da Amberle Liadon | Categoria: Season 5

Sotto gli occhi di due armate avversarie, Amberle stringeva tra le mani la fiala di liquido azzurro. Fu un solo istante, ma a lei sembrò un frammento di eternità. Ricordava le parole di Larloch, ricordava quanto aveva pagato e quanto avrebbe dovuto pagare per quella vittoria.
Ma era una vittoria. Per Silverymoon, per i Tel'Quessir, per la Trama. Per lei.
Chiuse gli occhi, e bevve il contenuto della fiala. La gola le bruciò mentre il Fuoco Blu percorreva il suo corpo.



Una sensazione di energia devastante la scosse fin nell'animo, mentre da lei l'energia del Fuoco Blu ristorava la Trama sui bastioni di SIlverymoon. Per la prima volta, Amberle aveva la vera sensazione di essere non semplicemente una camminatrice della Tela, ma colei che aveva tessuto tutto, nel più piccolo dei dettagli. Riusciva a percepire ogni rinnovata vibrazione, il sussulto della vita che muoveva Toril.
Ed in mezzo alla guerra, con le sue vittime ed i suoi drammi, l'Arcimaga si sorprese a sorridere.

"La Trama non ci ha abbandonati. Non ci abbandonerà mai per sempre. Avevo ragione. Ho sempre avuto ragione"



Scritto il 18/05/2013, 08:06 da Elora Veneanar | Categoria: Season 5

Silverymoon è in festa.. gli orchi sono stati sconfitti.. la gente per le strade festeggia e brinda alla memoria dei valorosi caduti che hanno dato la loro vita affinché la Gemma continuasse ad esistere..

Elora si aggira per le strade, l'armatura e le parti del corpo scoperte ancora sporche di sangue, rosso e nero, ormai secco ed incrostato..
Non guarda né ascolta.. obbliga la sua mente a far mettere un piede davanti all'altro.. la sua meta non è distante..
Recupera la chiave di casa.. questa volta non si cura di aspettare una voce o un segno.. sale le scale buttando capi di vestiario ed armi lungo il tragitto..
Le braccia, le gambe e il torace mostrano i segni dello scontro, niente ferite apparenti, ma un numero sufficiente di lividi ed escoriazioni tali da farla sembrare uno strano animale maculato..
Nella stanza da bagno la vasca è piena.. è stata lei a farlo prima dello scontro?

Non ricorda.. non è importante.. si infila nell'acqua gelida, fitte di dolore le scuotono il corpo che reagisce brutalmente a quella violenza..
Chiude gli occhi, le emozioni provate durante quella lunga giornata esplodono.. non le trattiene scoppiando in un pianto dirotto..

 

Sui bastioni.. molte ore prima..

 



Scritto il 05/06/2013, 19:29 da Bjorn Silvershield | Categoria: Season 5

Passeggiando con lo sguardo fisso al suolo i pensieri e le preoccupazioni si rincorrevano e si sorpassavano nella sua mente come ad una gara di Rotola Barile.
I suoi passi lenti e pesanti, troppo lenti e troppo pesanti per la sua età, rimbomavano nelle Sale del Clan ricordandogli che ancora una volta non si era tolto l'armatura.
Le comodità della Biblioteca stavano diventando un lusso raro ed agognato.
Un alito di aria fredda interruppe bruscamente il flusso delle sue preoccupazioni e lo costrinse ad alzare lo sguardo.
Davanti a lui una nana in armatura completa si ergeva in una fiera posa, come apparsa dal nulla, fissava su di lui uno sguardo ricolmo di inconsolabile tristezza.

Una messaggera.
Solo per Lui.



Scritto il 28/06/2013, 06:24 da Amelia Alime | Categoria: Season 5

Seduta sotto l'albero dei Falchi giocherellavo con qualche trucchetto magico, sbirciando di tanto in tanto la pietra per cogliervi il bagliore che ci avrebbe portati al luogo stabilito. Ero preoccupata come molti per le sorti della Trama e delle dee della magia. Solo il fatto che la Signora della magia fosse minacciata mi esortava rispondere alla chiamata, ed è questo che lasciai detto ai miei compagni Grifoni. A maggior ragione, la Trama riguardava tutti, pagati o meno che fossimo, era anche nel nostro interesse intervenire.

Ed io... senza magia... che cosa sarei?


Come un arco teso senza frecce, un guerriero senza spada, anche il fuoco senza ossigeno si spegne. Grandi progetti mi frullavano in testa man mano che i miei doni si moltiplicavano... sognavo di scatenare fulmini e tempeste, sollevare turbini di vento e scagliare colonne di fuoco. Sarei potuta diventare una regina! Non oscura, ma bellissima e terribile come fuoco! Infida come il mare e più forte della fondamenta della terra! E tutti mi amerebbero disper....

Chiamandomi, Elora mi ributtò coi piedi a terra. Dapprima le credetti e accettai di buon grado di aiutarla, incuriosita più da quell'anello misterioso che da quanto mi stesse dicendo. Come lo presi in mano mi concentrai a fondo fino a poter sentire le auree che emanava. Corrugai la fronte nello sforzo ma la forza schiacciante che emanava non mi lasciava molti dubbi. Solo allora mi feci ripetere dall'elfa tutto quanto, chi l'aveva avvicinata, come lo aveva fatto, cosa volesse e perchè... più mi parlava, più ora coglievo le stonature di quel raggiro. Tenni con me l'anello impedendole di usarlo come richiesto, che ne fosse convinta o meno. Immediatamente richiamai il mio potere per spostarmi direttamente sulla poltrona del Comandante... alla peggio direttamente in braccio... ma il peggio fu che non accadde nulla.

Il velo della Trama si era squarciato.

 


Un profondo respiro per sedare quella brutta sensazione allo stomaco, purtroppo ormai familiare. Mi voltai verso la loggia per consegnare l'anello in custodia a Deswhath, ma proprio mentre lui usciva venendoci incontro, la pietra cominciò a illuminarsi. Non c'era più tempo. Gli occhi fissi sul guerriero un'ultimo istante, poi afferrai Elora per un braccio e sparimmo.

***
...dovete fermarlo a qualunque costo.


Ma non ci riuscimmo. Ci eravamo fatti strada con la spada, il sangue e i pochi incanti che ancora rispondevano. Fin dentro la torre, dove nonostante ogni cultista presente fossi caduto sotto i nostri colpi, il rituale procedeva autonomamente. Una grottesca statua di pietra prendeva forma al centro della sala, Provammo a dissolvere la magia presente, a spezzare le rune arcane tracciate sulla pavimento, a far crollare la volta abbattendo le colonne con le armi. Ma la struttura era solida, i mezzi pochi e le idee inesistenti.

La statua era quasi completa nelle forme di un grosso diavolo terrificante. Avevo ancora con me quel anello ed ero proprio dove non doveva stare, nel bel mezzo del rituale. Tornai subito alla porta per allontanarlo lasciando fare agli altri. Allora vidi Elaver concentrato nello sforzo di discernere la natura della magia del rito. Sospirai stringendo l'anello che rendeva inutili i suoi sforzi. Sapevo che l'aura di evocazione che emanava era troppo forte, avrebbe coperto le altre più deboli.
Vedendo la statua quasi completa, temetti che l'anello servisse proprio per renderla viva, evocando chissà quali esseri o poteri dagli inferi. Dovevo portarlo fuori, lontano dal rito e consegnarlo a quel potente mago che ci attendeva alla radura. Ma gli altri non volevano diversi e neanche lasciarmi andare... stolti.

Ai loro occhi ora il nemico ero io.


Al fine il sospetto si era insinuato comunque nel gruppo. In quel frangente, in mezzo al pericolo, in mezzo al male, nella casa del nemico, loro volevano lunghe e dettagliate spiegazioni ... come se ci fosse tempo, come se fosse luogo. Ora bisognava solo agire, completare la missione o ritirarci. Alastor voleva restare li da solo tentare fino a farsela crollare addosso... d'altronde la vita è sua. Io in ogni caso non potevo restare li con l'anello.

Dannazione sbrigatevi, se non riusciamo a far crollare tutto allora andiamocene!


Tornati alla radura spiegai. Dell'anello fu confermata la corruzione e distrutto dal potente mago. Il rito purtroppo si era concluso ma almeno avevo evitato che venisse potenziato. Eppure quegli stolti accora mi abbaiavano contro puntando pure le armi, finché Oghram non intimò loro di abbassarle. Forse sul momento non avevano fatto caso che noi eravamo in tre dopotutto....
Ai loro occhi avevo tenuto nascosto chissà che segreto che nemmeno ho avuto il tempo di dire ai miei stessi compagni... che sono qui a rischiare la vita anche loro per tutti. Messe a tacere le due pulci della Chimera, mi rivolsi più a Samel. Seppur stupita dalla sua reazione... proprio lei che mi aveva chiesto di non rivelare la presenza di un ignoto traditore, invitandomi a considerare anche la possibilità che potesse esserlo lei involontariamente. Ma ormai la missione era fallita, il tempo per chiarire non era certo mancato.


Ma il seme del sospetto degli uni verso gli altri era già ben radicato in noi dapprima che il Signore degli Inferi decidesse di approfittare della debolezza della Signora della Magia per assurgere al rango di divinità. E questo lui lo sapeva molto bene... Proprio per questo nei giorni successivi decisi di non dar più il minimo peso alla possibilità che Amberle si fosse fatta corrompere. Qualunque cosa avesse in mano, per quanto possa essere potente sicuramente era pericolosa e pertanto efficace. Non avevo il minimo dubbio che tal potere potesse dare alla testa chiunque, anche lei. E' naturale.


Ma nemmeno dubitavo che era nel suo stesso interesse usarlo per il bene di tutta Magia

...e solo interesse del Signore degli Inferi che qualcuno provasse a fermarla.



Scritto il 29/06/2013, 06:53 da Amberle Liadon | Categoria: Season 5

"Il Tempo non è tuo nemico. L'Eternità lo è"

"Com'è possibile, Maestro Aramil? Il Tempo ci conduce inevitabilmente alla morte, mentre l'Eternità è ciò a cui aspiriamo attraverso la memoria e le nuove generazioni"

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Davanti agli occhi di Amberle, l'Ultimo Arcanista di Netheril fece la sua teatrale apparizione. Così vicino a lei, eppure così lontano, assiso nel suo antico potere. Così simile, eppure così diverso da lei: entrambi avevano e avrebbero pagato molto per preservare l'anima del Faerùn.
Ma solo uno dei due avrebbe ammesso cosa era dovuto diventare per raggiungere quello scopo.

 

 





Scritto il 29/06/2013, 07:13 da Amberle Liadon | Categoria: Season 5

"Karsus. La scimmia che voleva volare. Una figura storica da molti condannata, per pochi invece controversa"

"Ha cercato di toccare il cielo senza essere capace di volare. E nella sua cecità ha condannato tutta la sua nazione. Innumerevoli morti, conoscenze inestimabili perse per sempre... una vera apocalisse"

 



Scritto il 30/06/2013, 10:11 da Vulk Axum | Categoria: Season 5

Lentamente le membra si distendono nel tepore dell'acqua. Nel silenzio della sala termale immagini e parole si fanno strada in me. Come se la memoria lentamente recuperasse dei brandelli andati perduti ed integrati da ciò che ho appreso nei pochi giorni da cui sono tornato all'Enclave.
Siamo stati abbattuti, questo lo sento, eppure siamo riusciti a tornare. Ricordo vaghe le parole del vecchio mago mentre ci lasciava senza troppe spiegazioni:

"Tornate alle vostre dimore, io qui ho ancora qualcosa da fare."

Poche furono le parole che ci scambiammo durante il viaggio di ritorno, forse perchè ognuno di noi sapeva tutto ciò che anche gli altri avevano vissuto. Avevamo affrontato insieme la prova. Qualcosa di potente e devastante. Eravamo avanzati sin nelle profondità della terra, vicini alle fiamme degli Inferi. Nonostante i tanti sforzi non avevamo abbattutto il luogotenete di Asmodeus, Palmiron un diavolo della fossa. La sua progenie ci aveva sconfitti. Il fuoco dei loro artigli che dilaniava le mie carni è ancora ben presente nella mia mente. Eppure tante cose si perdono nelle nebbie di quei momenti di vuoto...

 

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Scritto il 04/07/2013, 22:32 da DM Nessuno | Categoria: Season 5

- Notevole, veramente notevole. Un piano astuto, che ha fatto leva sulle debolezze di chi doveva contrastarlo per essere ancora più efficente, ma quali furono nel dettaglio i risvolti. Mi pare di capire che la Grande Storia è stata influenzata dalla Piccola Storia, grandi eventi influenzati da individui.
- E' così infatti. Mentre un gruppo di Eroi e Villani proveniente dalla Costa della Spada cercava di impedire fisicamente il completamento del rituale di divinizzazione, quelle due elfe sono tornare indietro nel tempo, per recuperare lo strumento che avrebbe sanato la Trama di Mystra, scoprendo che quello stesso strumento era stato sempre nelle loro mani, chiamato come il Cuore di Silvanus, contenitore dell'Avatar di Karsus, la magia più potente mai creata, derivata direttamente dai sortilegi Phaerimm. Mentre una parte del Cuore veniva condotta a Silverymoon, la seconda parte veniva rubata e condotta anch'essa alla corte di quella è stata ricordata come la Lady d'Argento, Alustriel Silverhand, una delle 7 Sorelle, prescelte della Dea della Magia.
Alustriel sprigionò ugualmente la potena dell'Avatar di Karsus, ma questa volta non per assumere lo status divino, ma per sanare la Trama, ormai lacerata irrimediabilmente. Ma la storia è fatta di corsi e ricorsi, Alustriel sapeva di non poter tenere a bada tale potenza da sola e sapeva non di meno che l'Avatar avrebbe richiesto un sacrificio. Aiutata dal potente Elminster, ha portato a termine il rito, ma si è sacrificata, fondendosi con Mezzanotte, per ridare energia alla Dea della Magia e di conseguenza alla Trama stessa.

Intanto nei 9 Inferi, il rituale era però completo. Asmodeus, il Signore di Nexus, è riuscito ad aprire un portale nel Dweomer, per attaccare direttamente la Dea della Magia, ma qui Azuth, suo fedele servitore, ha protetto la Dea appena risorta facendole scudo di tutti i diavoli che il Nexus poteva vomitare. Infine Azuth è stato consumato da Asmodeus, ma quando ha provato a rivolgere la sua attenzione a Mystra, ella, tornata in forze, l'ha respointo nelle profondita degli inferi, sigillando la porta che li aveva condotti al suo piano di esistenza. Ma Asmodeus era comunque assunto a divinità dopo aver eliminato Azuth. L'arcidiavolo, sebbene confinato in fondo ai 9 cerchi, era sorto alla stato di divinità inferiore, raggiungendo il suo scopo e ritornando ad assumere i suoi antichi poteri.



Scritto il 16/09/2013, 22:06 da Jed Maddox | Categoria: Season 5

Per Azuth

C'è un Dio che mai ho pregato
ma non per questo va dimenticato

perchè è bene che passi alla storia
e abbia meritata e giusta gloria

evento importante quando un dio muore
non è cosa che accade a tutte le ore

e la sua storia è di sacrificio
ma a noi portò gran beneficio

Azuth l'araldo di magia e sapienza
ormai ti piangiamo e di te siamo senza

i preti increduli ancor ti invocano invano
ma ormai ti senton sempre più lontano

ti piangono a Waterdeep, ti piangono a Luskan
ti piangono alla Torre e in piazza di Balduran

difendesti Mystra da un assalto brutale
di un Dio asceso dall'inferno ancestrale

dai nove inferi giunto a conquistare
un rango che molti sono a desiderare

e se oggi ancor l'arte arcana funziona
lo dobbiamo alla morte della tua persona

non sei il primo ne l'ultimo a morire
tra gli dei in lotta, nei giorni a venire

ma verrai ricordato da questa ballata
e la tua impresa negli anni ricordata

Azuth a te va l'ultimo saluto
e che sia almeno un giusto tributo