Oggi e' il terzo giorno della terza decade del mese di Alturiak - L'artiglio dell'inverno
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Wild Over Thay




BUIO

Complice l'assenza totale di magia, pochi colpi di quelle bestie mutate avevano steso la squadra di soccorso. Era la fine.

Tutto era cominciato a seguito di preoccupanti voci giunte da Daggerford diversi giorni prima. Diverse erano le ragioni che avevano spinto ad accorrere la compagnia dei Grifoni, l'ordine delle Spade Splendenti, un emissario della Chimera e chissà quanti altri avventurieri. Le voci parlavano di umanoidi che terrorrizzavano la via del commercio, mentre nella brughiera erano state viste intere tribù di giganti, orchi, troll e forse qualcos'altro.
Noi uomini del Grifone e del Falco non avevamo il minimo problema ad unire le forze, già abituati a collaborare in passato, perlustrammo insieme le zone. Ben presto furono trovate diverse tribù in fuga di quegli umanoidi, furono fermate e respinte, per lo più uccise dai colpi sferzanti dei guerrieri e il supporto dei chierici e maghi...cioè maghi... IO.
Solo inoltrandoci maggiormente nella brughiera venimmo a capo della questione, imbattendoci in ciò che tanto terrorizzava orchi e bugbear. Degli gnoll. Già. Ma bastava guardare quelle orrende caricature di cani rognosi per capire che non erano comuni gnoll. I loro muscoli erano esaperati, capaci di una forza straordinaria e una ferocia incredibile. Nulla sembrava fermarli mentre dilaniavano intere tribù di orchi inermi. Guidati dalla forza del Falco e del giovane caporale Misa Yamada gli gnoll furono attaccati. Non ci fu verso di catturarne uno vivo, ma riuscimmo ad abbatterli senza grossi problemi... quella volta, quando le loro pellicce ancora bruciavano bene.

Con la bocca sporca si sabbia e sangue provai a rialzarmi. Il dolore era lancinante, così forte da coprire totalmente il malessere datomi da quella zona totalmente priva di magia. Eppure ero ancora viva, quei cani rabbiosi non erano arrivati fino in fondo, possibile? Alzando lo sguardo potevo vedere sagome indistinte che si rialzavano o riaccasciavano, sentivo i loro gemiti ma non vedevo più quelle bestie. Presi il mio tempo per rimettere a fuoco la visuale e riuscire a rialzarmi quanto basta per trascinarmi al riparo delle rocce con gli altri.
Ci curammo alla vecchia maniera, bendandoci alla meno peggio per fermare le emorragie e coprire i tagli più profondi. I chierici erano tutti intorno all'arcimago Saman mentre gli altri badavano ognuno a leccarsi le proprie ferite. Alcuni più colpiti nell'orgoglio, altri più furiosi per la situazione in cui si erano cacciati nel tentativo di trarre in salvo una singola vita. Mi voltai verso i compagni e fui sollevata nel vedere anche il Capitano rialzarsi, in una maschera di sangue e rabbia. Sapeva bene che non potevamo restare ancora li e già ci spronava a muoverci. Eppure non vedevo Spike, il tenente.
Arcere straordinario era sicuramente l'unico in grado di sopravvivere a un simile scontro. Aveva distratto e confuso quei cani quando basta per attirarli lontano. Preso sarebbe tornato e così fu. Appena ripartimmo si ripresentò, illeso per lo più, ma non da solo. Trascinava con se un uomo più morto che vivo. Era riuscito a recuperare il Falco e riportalo ai suoi uomini, ma per quanto ciò bastasse a ridare loro vigore, non era ancora finita. Dovevamo andarcene da quel deserto maledetto che era diventato il Thay.



Il Thay, ecco da dove venivano quei dannati cani e la loro mutazione. Nella brughiera dopo aver abbatuto il gruppo di gnoll incontrato, arrivammo al portale da cui erano passati. Un passaggio di luce trasudante sabbia e calore. Colta alla sprovvista dall'improvvisa mancaza di Trama che lo circondava, mi piegai su me stessa. Con un macigno sullo stomaco dovetti arretrare, incapace di usare i miei poteri per qualunque analisi magica. Ma come poteva esserci un portale senza magia? Feci in tempo a rialzare lo sguardo sulla luce solo per vedere, con orrore, il Falco che l'attraversava.
Non feci in tempo a fermarlo, troppo lontana coi chierici che mi stavano attorno per assicurarsi del mio stato. E nessun'altro fece in tempo a far altro poichè la luce si spense subito alle spalle dell'incauto. Il portale si richiuse e la magia tornò a fluire normalmente in me. Non vi era alcun modo per riaprirlo ma se non altro, avevamo bloccato l'afflusso di quelle orride mutazioni. Stupido testardo incoscente, passai i giorni seguenti a conttattare esperti per capire dove fosse finito.
"Si trova nel Thay" fu l'immediata risposta dell'arcimaga Amberle, che riuscì a dedurlo da quel poco che potei riferirle, rendendo possibile la partenza di una missione di salvataggio. Subito radunai gli uomini più valorosi pregando il Capitano prima attraverso Misa e poi personalmente. Richiamai le Spade e mi assicurai che tutti fossero pronti a un viaggio nel deserto, privo di magia, del tutto allo sbaraglio se non per un mappa. Una vecchia cartina sequestrata dai Cavalieri di Lord Delth dopo lo smantellamento dell'enclave di Triel. Ben poco utile scoprimmo poi, dopo la devastazione nel deserto. L'ambasciata di Elturel ci concesse l'apertura di un portale per raggiungere il posto. E andammo.



Trovarmmo riparo tra alcune rovine in quel deserto arido e sabbioso. Lasciati gli uomini a recuperare le forze, protetti da alcune trappole, il tenente cercava una via di fuga sicura, allontanando ulteriormente i cani che ancora provavano ad avvicinarsi. Il Capitano di guardia coi soldati mentre i chierici si accalcavano sul Falco e sull'arcimago. Nessuno badava a me, seduta li vicino nel mio angoletto felice, nonostante tutto, per averlo ritrovato vivo. Più o meno.
Non lo avevo mai visto così malridotto, quasi stentavo a riconoscerlo sotto le ustioni, le ferite e la bocca inaridita. Alzò tre dita indicandomi da quanto non mangiava e razionai bricciole e gocce di acqua direttamente dalle mie mani, perchè riuscisse a mandar giù qualcosa. Poi Spike tornò aprendoci la strada per il ritorno. Riuscimmo ad aggirare ulteriori pericoli fino al punto di ritrovo per tornare. Salvi e con un uomo in più.
Successivamente potei finalmente tornare a trovarlo a Beregost. Decisamente si era rimesso ma quel bastone... andiamo... neanche mio nonno! Pensò pure di usarlo per parare lo schiaffo che mi partì quando l'ebbi davanti. Ma tutto il predicone arrabbiato che mi ero preparata e già gli blateravo addosso si spense, quando ci abbracciammo sotto gli occhi dei Falchi sopraggiunti. Finalmente in pace, solo alcuni dubbi mi restavano, domande a cui non avevo risposta.

Attraversato il portale dell'Ambasciata Mulhorandi viaggiammo attraverso le rovine del deserto che era diventato il Thay. Subito mi si strinse lo stomaco, e cominciai a ripetermi come non fosse la prima volta che mi trovavo in un posto privo di magia. Saman sembrava mascherare la cosa in un velo di freddezza. Come se non bastasse la sabbia ci inaridiva la gola passo dopo passo, seppur il calore non era forte come in altri deserti. Ci dirigemmo verso zone d'acqua, in quanto li vi era vita e salvezza anche per il Falco.
Lungo il cammino trovammo strani mulinelli di sabbia, eppure non c'era particolare vento. Bizzarramente sembravano spostarsi, allontanandosi da noi. Li riconobbi simili ai mulinelli visti tra Triel e Soubar durante la tempesta magica, dai quali poi si aprirono squarci anche detti portali. Eppure non avvertivo in essi la presenza della Trama. Vi era inoltre una serie di tracce, umanoidi e le seguimmo. Trovammo più avanti un mago rosso morto, decapitato. Ormai ridotto quasi totalmente a uno scheletro decomposto, doveva essere lì da settimane. Ben prima dell'arrivo del Falco. Nelle tasche aveva delle monete coniate al Gate. Vi erano inoltre altre impronte che seguimmo, imbattendoci in alcune rocce che potevano fornire riparo. Così non fu per il Falco, che in quel rifugio venne attaccato da un nutrito gruppo di gnoll mutanti. Era questione di attimi e lo avrebbero ucciso.
Ideammo un piano semplice, lanciare una bomba di composti esplosivi nel vicino cratere per attirare quei bestioni lontani dal loro pasto. Ma dopo facemmo l'errore di attaccarli, anzichè correre direttamente dal Falco e portarlo via. Per quanto forti fossero i nostri uomini, quei bestioni lo erano ancora di più e senza il minimo supporto magico fu una lotta impari, ma anche una lezione per il futuro.


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