Oggi e' il terzo giorno della terza decade del mese di Alturiak - L'artiglio dell'inverno
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L'Assedio di Silverymoon - Parte 1 di 2

Sotto gli occhi di due armate avversarie, Amberle stringeva tra le mani la fiala di liquido azzurro. Fu un solo istante, ma a lei sembrò un frammento di eternità. Ricordava le parole di Larloch, ricordava quanto aveva pagato e quanto avrebbe dovuto pagare per quella vittoria.
Ma era una vittoria. Per Silverymoon, per i Tel'Quessir, per la Trama. Per lei.
Chiuse gli occhi, e bevve il contenuto della fiala. La gola le bruciò mentre il Fuoco Blu percorreva il suo corpo.



Una sensazione di energia devastante la scosse fin nell'animo, mentre da lei l'energia del Fuoco Blu ristorava la Trama sui bastioni di SIlverymoon. Per la prima volta, Amberle aveva la vera sensazione di essere non semplicemente una camminatrice della Tela, ma colei che aveva tessuto tutto, nel più piccolo dei dettagli. Riusciva a percepire ogni rinnovata vibrazione, il sussulto della vita che muoveva Toril.
Ed in mezzo alla guerra, con le sue vittime ed i suoi drammi, l'Arcimaga si sorprese a sorridere.

"La Trama non ci ha abbandonati. Non ci abbandonerà mai per sempre. Avevo ragione. Ho sempre avuto ragione"

Forti della presenza della magia, i difensori di Silverymoon poterono opporre i loro poteri all'interminabile orda orchesca. Per lungo tempo la giovane elfa attese, covando in sè quell'energia che stava garantendo una seconda possibilità ad uno scontor finito ancor prima di iniziare.

Ma l'attesa era sempre più pesante da sopportare. La Trama vibrava ad ogni incantesimo utilizzato, ad ogni legame con la vita reciso. Vibrazioni che giungevano fino a lei come riverberi di una tempesta ormai sempre più vicina. Il cuore le batteva sempre più velocemente nel tentativo di preservare la propria disciplina davanti al richiamo ancestrale.
Fino a che un intero plotone di orchi si parò dinanzi alle porte principali ormai divelte. Pronti a caricare con la forza del puro numero per travolgere ciò che rimaneva dei pochi difensori di Silverymoon ed impegnare direttamente i più abili combattenti della Costa della Spada.
A meno che...



Il cielo stridette mentre i frammenti di fuoco si schiantavano sulle fila degli orchi, decimandoli fino all'ultimo. Enormi crateri avevano devastato il campo di battaglia, lasciandolo per un solo istante in un silenzio attonito. Oltre le mura, le fiamme ancora rilucevano tra le mani dell'Invocatrice.
Ai successivi assalti, Amberle rispose con una furia sempre maggiore. L'autocontrollo ormai perduto, l'Arcimaga era solamente una piccola zattera alla deriva nel vorticare della Trama sconvolta dalla guerra in corso. Un potere che era riuscito ad annientare Karsus, il più grande degli Arcimaghi, nel tentativo di controllarlo... a lei era bastato venirne a contatto per esserne sconvolta.
E come sempre, la sua ancora era la voce del fedele famiglio. Più spaventato di lei, più lucido di quanto lei sarebbe mai stata.

"Memento te hominem esse! Respice post te! Hominem te esse memento!"

Poi, apparvero i Diavoli. In un solo istante, Amberle riuscì a legare tutti i tasselli raccolti in quei mesi. Profezie, messaggi, diari... tutto combaciava, tutto era chiaro. Ora comprendeva chi era l'Avversario e cosa avrebbe dovuto affrontare.
Ma prima, Silverymoon.
Il primo Diavolo della Fossa venne schiacciato vivo dalla Mano Stritolatrice di Bigby, mentre l'Arcimaga attingeva al potere del Piano delle Ombre per modellare una perfetta copia dell'avversario al suo servizio. Immobilizzato e messo dinanzi al suo stesso potere, il Principe dell'Inferno capitolò rapidamente.



Purtroppo, le orde orchesche e le legioni infernali continuavano ad esorbitare i numeri dei difensori, indipendentemente da quale magia venisse richiesta al Fuoco Blu di Larloch. Approfittando di un istante di vantaggio, le forze della Costa della Spada tentarono di penetrare le linee orchesche per raggiungere Razal, il capotribù al cui servizio stavano marciando i Baatezu. Ma neppure ciò fu sufficiente: gli orchi erano troppi ed il cuneo rischiava di ritorvarsi isolato dalle mura, circondato e sfinito fino al massacro.
In tutto ciò, Amberle non era realmente consapevole di cosa le accadeva intorno. In una sorta di frenesia indotta dal Fuoco Blu, riusciva solo a percepire la presenza diegli innumerevoli incantesimi utilizzati, dei Portali che squarciavano i Piani e delle vite che venivano sacrificate sull'altare della guerra. Quando si offrì di slancio per raggiungere Razal ed ucciderlo, era la foga del flusso arcano in lei a parlare.
Ma tanto bastò. Accompagnata da Victor, al suo fianco Vandorian, l'Arcimaga si parò dinanzi all'orco sacerdote. Sfinita, senza incantesimi offensivi ma soprattutto senza un piano.

"Memento te hominem esse! Respice post te! Hominem te esse memento!"

Con un solo preavviso di paura, Amberle si lasciò andare completamente al torrente del Fuoco Blu. Ogni minima riserva di Arte in lei riaffiorò, preservandola dall'incantesimo di cecità dell'avversario e permettendole di neutralizzare di volta in volta i suoi seguaci o le sue protezioni. Ma anche Razal sembrava pronto all'evenienza, perchè riuscì a resistere alle ultime forze dell'incantatrice, giungendo in un'apparente situazione di stallo in cui nessuno dei due contendenti aveva più incantesimi a cui attingere.
Proprio in quell'istante, Vandorian riacquistò la vista. La testa di Razal rotolò pochi secondi dopo.

I festeggiamenti per la vittoria si protrassero a lungo, ma Amberle vi prese parte solo in minima misura. Le energie latenti del Fuoco Blu andavano diminuendo e lei si sentiva immensamente stanca, o peggio ancora, vuota. Era arrivata così vicina al vero cuore della magia più pura che le colse il terrore di non poter più provare la stessa passione per l'ordinaria Trama.
Forse, di tutti i fardelli che avrebbe dovuto sopportare per quella vittoria, quello sarebbe stato il peggiore.

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