Oggi e' il terzo giorno della terza decade del mese di Alturiak - L'artiglio dell'inverno
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L'Ultima Battaglia

Passeggiando con lo sguardo fisso al suolo i pensieri e le preoccupazioni si rincorrevano e si sorpassavano nella sua mente come ad una gara di Rotola Barile.
I suoi passi lenti e pesanti, troppo lenti e troppo pesanti per la sua età, rimbomavano nelle Sale del Clan ricordandogli che ancora una volta non si era tolto l'armatura.
Le comodità della Biblioteca stavano diventando un lusso raro ed agognato.
Un alito di aria fredda interruppe bruscamente il flusso delle sue preoccupazioni e lo costrinse ad alzare lo sguardo.
Davanti a lui una nana in armatura completa si ergeva in una fiera posa, come apparsa dal nulla, fissava su di lui uno sguardo ricolmo di inconsolabile tristezza.

Una messaggera.
Solo per Lui.


Un brivido freddo scese lungo la schiena.

L'ultima Regina del Reame di Adamantio era venuta ad avvertirlo dell'incombente pericolo e ad offrirgli una scelta, la stessa che lei aveva dovuto compiere secoli addietro.
Una scelta definitiva.

Doveva essere uno della loro generazione, per cui non Azaghal a cui tanto lo avrebbe impedito, ne tantomeno Ruffo o Farin...
Il fardello sarebbe dovuto cadere o su di lui o su Oghram. Ma il Barakor era impegnato in un'impresa da cui sarebbe potuta dipendere la sopravvivenza di tutta la loro gente: La Rigenerazione di Gorm Gulthyn.

Per anche solo sperare di poter riuscire in un impresa tanto folle, quanto ambiziosa, Oghram Mezzapinta era indispensabile.
Così, in realtà, non ci fu esitazione, solo rammarico per le cose non fatte...

Mentre le prime lacrime scendevano sulle gote fino ad immergersi nella folta e curata barba rossa, Bjorn ripensava al passato, alla sua storia, a quello che avrebbe voluto fare...quello che avrebbe voluto dire...
Ad Azaghal, il suo Re, a cui stava donando la vita.
L'Orgoglio, la stima, la devozione, l'amore che sentiva per il suo Re non era paragonabile a nulla che Bjorn avesse provato per altri mortali.
Egli rappresentava la via del Padre alla perfezione, anzi egli era il Padre.
Era orgoglioso di poter morire per lui, e di averlo aiutato e consigliato lungo un tratto della via che avevano percorso assieme, era certo che nei giorni a venire si sarebbe spesso chiesto...."Cosa avrebbe detto il Saggio?"

Ad Oghram, il primo cugino che aveva incontrato in quelle lande straniere, e da allora il suo inseparabile fratello.
Avrebbe voluto dire lui molte cose, chiarire anche alcune delle questioni rimaste dal passato...ma sapeva che lui lo conosceva meglio di chiunque altro, e alla fine, dopo averlo insultato, dopo averlo maledetto come amico degli elfi o magari come codardo...alla fine lo avrebbe capito e lo avrebbe scusato per averlo lasciato 'solo' in questi momenti.

Ai cugini da poco conosciuti...a quelli dispersi nel mondo...a tutti loro sperava di lasciare il ricordo delle sue convinzioni, degli insegnamenti del Padre.
Poi tra tutte le storie che aveva attraversato una si fece strada nei suoi ricordi...
Gresyukar, il Thuldor che era riuscito a riportare alla fede nel Padre.
Quella storia piu di tutte gli aveva sempre dato la forza ed il coragio delle sue decisioni.
Quella storia, ancora oggi, gli scaldava il cuore, ancora oggi era l'impresa di cui forse andava piu fiero.


La Regina Impassibile attendeva una risposta.

"Accetto, lo farò"

Prese tra le mani la piccola gemma blu, la cui fattura superava in bellezza qualsiasi cosa il Sonnlinor avesse mai visto.

Il Cuore Di Moradin.


Nel momento in cui l'Abisso si sarebbe riversato su Nala-Krak lui lo avrebbe indossato e li avrebbe salvati tutti.

C'era un prezzo da pagare oviamente, ma cos'era al confronto della salvezza del Regno? della Salvezza della Speranza? Della conferma che le loro scelte erano state giuste e indiscutibili.

Non avrebbero fatto patti con diavoli, demoni, folletti, draghi, drow, illithidt o qualsiasi altra cosa potesse strisciare fuori da quei fottuti portali traboccanti malvagità per venire a tentarli.


La loro Moralità, la loro Anima, la loro Fede..la loro Storia non era in Vendita.

Si ritrovò a ripetersi le frasi che spesso aveva ripetuto a piu giovani e ai dubbiosi

"Noi siamo i figli di Moradin. Vivremo, e se necessario Moriremo, da Nani.
Non esistono scorciatoie, non esistono vie di fuga, non esistono altre Vie."



Fortunatamente non c'era tempo per addii ne per lettere di saluti, ne tantomeno, per ripensamenti.
L'elfa era innanzi i portoni di Nala-Krak e chiedeva di loro.
Un sorriso riuscì a trovare spazio sulla faccia ancora umida del Nano, "ora chi riuscirà a smentire le dicerie che un elfo ai portoni porta solo disgrazie?"

Con quel sorriso ancora sulle labbra impugnò il Martello e si avviò verso la sua ultima Battaglia.

FIRMA-BJORN

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