Oggi e' il terzo giorno della terza decade del mese di Alturiak - L'artiglio dell'inverno
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Il Seme del Sospetto

Seduta sotto l'albero dei Falchi giocherellavo con qualche trucchetto magico, sbirciando di tanto in tanto la pietra per cogliervi il bagliore che ci avrebbe portati al luogo stabilito. Ero preoccupata come molti per le sorti della Trama e delle dee della magia. Solo il fatto che la Signora della magia fosse minacciata mi esortava rispondere alla chiamata, ed è questo che lasciai detto ai miei compagni Grifoni. A maggior ragione, la Trama riguardava tutti, pagati o meno che fossimo, era anche nel nostro interesse intervenire.

Ed io... senza magia... che cosa sarei?


Come un arco teso senza frecce, un guerriero senza spada, anche il fuoco senza ossigeno si spegne. Grandi progetti mi frullavano in testa man mano che i miei doni si moltiplicavano... sognavo di scatenare fulmini e tempeste, sollevare turbini di vento e scagliare colonne di fuoco. Sarei potuta diventare una regina! Non oscura, ma bellissima e terribile come fuoco! Infida come il mare e più forte della fondamenta della terra! E tutti mi amerebbero disper....

Chiamandomi, Elora mi ributtò coi piedi a terra. Dapprima le credetti e accettai di buon grado di aiutarla, incuriosita più da quell'anello misterioso che da quanto mi stesse dicendo. Come lo presi in mano mi concentrai a fondo fino a poter sentire le auree che emanava. Corrugai la fronte nello sforzo ma la forza schiacciante che emanava non mi lasciava molti dubbi. Solo allora mi feci ripetere dall'elfa tutto quanto, chi l'aveva avvicinata, come lo aveva fatto, cosa volesse e perchè... più mi parlava, più ora coglievo le stonature di quel raggiro. Tenni con me l'anello impedendole di usarlo come richiesto, che ne fosse convinta o meno. Immediatamente richiamai il mio potere per spostarmi direttamente sulla poltrona del Comandante... alla peggio direttamente in braccio... ma il peggio fu che non accadde nulla.

Il velo della Trama si era squarciato.

 


Un profondo respiro per sedare quella brutta sensazione allo stomaco, purtroppo ormai familiare. Mi voltai verso la loggia per consegnare l'anello in custodia a Deswhath, ma proprio mentre lui usciva venendoci incontro, la pietra cominciò a illuminarsi. Non c'era più tempo. Gli occhi fissi sul guerriero un'ultimo istante, poi afferrai Elora per un braccio e sparimmo.

***
...dovete fermarlo a qualunque costo.


Ma non ci riuscimmo. Ci eravamo fatti strada con la spada, il sangue e i pochi incanti che ancora rispondevano. Fin dentro la torre, dove nonostante ogni cultista presente fossi caduto sotto i nostri colpi, il rituale procedeva autonomamente. Una grottesca statua di pietra prendeva forma al centro della sala, Provammo a dissolvere la magia presente, a spezzare le rune arcane tracciate sulla pavimento, a far crollare la volta abbattendo le colonne con le armi. Ma la struttura era solida, i mezzi pochi e le idee inesistenti.

La statua era quasi completa nelle forme di un grosso diavolo terrificante. Avevo ancora con me quel anello ed ero proprio dove non doveva stare, nel bel mezzo del rituale. Tornai subito alla porta per allontanarlo lasciando fare agli altri. Allora vidi Elaver concentrato nello sforzo di discernere la natura della magia del rito. Sospirai stringendo l'anello che rendeva inutili i suoi sforzi. Sapevo che l'aura di evocazione che emanava era troppo forte, avrebbe coperto le altre più deboli.
Vedendo la statua quasi completa, temetti che l'anello servisse proprio per renderla viva, evocando chissà quali esseri o poteri dagli inferi. Dovevo portarlo fuori, lontano dal rito e consegnarlo a quel potente mago che ci attendeva alla radura. Ma gli altri non volevano diversi e neanche lasciarmi andare... stolti.

Ai loro occhi ora il nemico ero io.


Al fine il sospetto si era insinuato comunque nel gruppo. In quel frangente, in mezzo al pericolo, in mezzo al male, nella casa del nemico, loro volevano lunghe e dettagliate spiegazioni ... come se ci fosse tempo, come se fosse luogo. Ora bisognava solo agire, completare la missione o ritirarci. Alastor voleva restare li da solo tentare fino a farsela crollare addosso... d'altronde la vita è sua. Io in ogni caso non potevo restare li con l'anello.

Dannazione sbrigatevi, se non riusciamo a far crollare tutto allora andiamocene!


Tornati alla radura spiegai. Dell'anello fu confermata la corruzione e distrutto dal potente mago. Il rito purtroppo si era concluso ma almeno avevo evitato che venisse potenziato. Eppure quegli stolti accora mi abbaiavano contro puntando pure le armi, finché Oghram non intimò loro di abbassarle. Forse sul momento non avevano fatto caso che noi eravamo in tre dopotutto....
Ai loro occhi avevo tenuto nascosto chissà che segreto che nemmeno ho avuto il tempo di dire ai miei stessi compagni... che sono qui a rischiare la vita anche loro per tutti. Messe a tacere le due pulci della Chimera, mi rivolsi più a Samel. Seppur stupita dalla sua reazione... proprio lei che mi aveva chiesto di non rivelare la presenza di un ignoto traditore, invitandomi a considerare anche la possibilità che potesse esserlo lei involontariamente. Ma ormai la missione era fallita, il tempo per chiarire non era certo mancato.


Ma il seme del sospetto degli uni verso gli altri era già ben radicato in noi dapprima che il Signore degli Inferi decidesse di approfittare della debolezza della Signora della Magia per assurgere al rango di divinità. E questo lui lo sapeva molto bene... Proprio per questo nei giorni successivi decisi di non dar più il minimo peso alla possibilità che Amberle si fosse fatta corrompere. Qualunque cosa avesse in mano, per quanto possa essere potente sicuramente era pericolosa e pertanto efficace. Non avevo il minimo dubbio che tal potere potesse dare alla testa chiunque, anche lei. E' naturale.


Ma nemmeno dubitavo che era nel suo stesso interesse usarlo per il bene di tutta Magia

...e solo interesse del Signore degli Inferi che qualcuno provasse a fermarla.

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